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Fonti: ◊ A. Antico: Canzoni nove (1513) ◊ A. Grandi: Motetti...libro II (1625) ◊ C. Monteverdi: Selva morale e spirituale (1641) ◊ G.B. Riccio: Terzo libro delle divine lodi (1620/1) ◊ G. Legrenzi: Acclamationi divote (1670) ◊ G.F. Sanchez: Mottetti a voce sola (1638) ◊ G. Frescobaldi: Fiori musicali (1635) ◊ B. Ferrari: Musiche varie a voce sola (1637) |
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vocale e strumentale |
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Musica sacra tra Rinascimento e Barocco
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Il progetto Francesco Petrarca chiude il suo Canzoniere con una canzone dedicata alla Vergine. E' una specie di colpo di scena, una sorta di "dea" ex machina calata improvvisamente nella poesia petrarchesca dopo 365 liriche quasi tutte dedicate all'uomo e alle sue passioni terrene, dall'amore alla gloria alla politica. Ma la straordinaria grandezza del suo genio poetico trova la sua più solida radice proprio nella profonda spiritualità di cui Petrarca ha permeato ogni momento della sua vita, ogni sua esperienza, ogni suo verso. Così che usare gli stessi toni, gli stessi accenti, lo stesso preziosissimo lessico per Laura e per Maria, per Roma e per il Regno celeste non solo non suona blasfemo, ma anzi perfettamente e meravigliosamente consonante. La canzone venne musicata più di un secolo più tardi da Bartolomeo Tromboncino, noto compositore di frottole, quindi musiche profane (spesso sensualmente profane, non di rado oscenamente profane). Dunque nella "musica della taverna" trova il suo posto ed il suo ruolo la spiritualità, vissuta con istintiva ed umana passione, con la... benedizione del primo poeta moderno, Francesco Petrarca. |
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